[Lo{di]nami[ci(t)tà]} - MAPS Architecture
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[Lo{di]nami[ci(t)tà]}

Studenti: Aurélie Sabatier – Anita Sala

Laboratorio: Laboratorio di Progettazione III – Prof. F.Tartaglia

L’eterogeneità morfologica e sociale di Lodi si esplica a traverso molte funzioni riassumibili in: cultura, ricezione, interscambio, svago. Come google per la rete, si è creato un ordine orizzontale dei flussi tramite un percorso che renda facilmente leggibili le dinamiche della zona e aiuti l’utente a orientarsi anche nell’hinterland cercando a ricucire la scissione della città causata dalla ferrovia. Esso è plasmato dalla transizione nel campo gravitazionale di quattro rotori: tre definiti dalla concentrazione dei flussi preesistenti. Il quarto volano un teatro/piazza all’aperto è stato individuato in una posizione centrale tra i servizi principali. Per risolvere problematiche di congestione, si sono progettati tre layers che ospitano delle funzioni connesse orizzontalmente e verticalmente tra loro. Il terzo layer, la copertura, è modellazione spaziale definita dall’interazione tra i volani, elemento di continuità orizzontale e verticale che protegge da smog, rumore e pioggia. Si contrappone al muro, impedimento dei cittadini di accedere all’area (pubblica), divenendo un diaframma permeabile tra l’individuo e il gruppo. La fluidità è stata ricercata mediante il concetto di percezione angolare che spaesando toglie l’impressione di essere in una maglia preordinata. La volontà di mediare il verde e l’abitato si ottiene passando da un’edilizia rada ad una più densa e con il passaggio da edifici semplici ad articolati. Contemporaneamente vi è una maggiore attenzione nei confronti del contenuto (nei negozi i prodotti) e del contenitore (nei laboratori l’edificio). La collocazione degli edifici nell’area si effettua considerando i poli attrattivi presenti mediante la triangolazione mentre la sagoma rende leggibile questo processo.

Descrizione delle camere dell’Hotel:

Prima Camera:

La camera si trova sul fronte dell’edificio caratterizzato dall’attrazione verso il parco e il centro città. Si configura quindi come una camera fortemente estroversa che cerca il contatto tra il proprio mondo privato e quello esterno mediante una contaminazione: un’estrusione sottolineata dal colore bianco che si contrappone ai colori saturi e vari delle stanze.

1- L’ingresso alla camera è perpendicolare al corridoio retrostante, andando così a influenzare la percezione spaziale dell’utente che per avvicinarvisi è costretto a deviare la normale percorrenza del corridoio.

2- Poi è l’ingombro dei mobili a guidare mediante la percezione fisica che permette progressivamente la scoperta dell’ambiente del letto mediante la percezione visiva del colore bianco. Il letto è protagonista.

3- Dal letto, l’individuo non distratto da alcun colore, è guidato dalla cornice a guardare il panorama, dato in questa porzione di camera come quadro.

Seconda Camera:

Questa camera può essere definita introversa, poiché nega l’esterno percepito come negativo in favore di un interno più gestibile e personalizzabile, percepito come oasi del singolo. Il contatto tra il proprio mondo privato e quello esterno viene negato.

Protagonista è l’utente che può creare il mondo-stanza a proprio piacimento dal letto mediante un proiettore e tramite la scelta del colore della camera. Le facciata a Nord-Ovest e Sud Est dell’hotel diventano il luogo dove si può leggere la storia o lo stato d’animo delle persone che ci alloggiano.

Lo schermo ha un posizione centrale e diventa l’elemento di interrazione controllata del fruitore con l’esterno mediante i nuovi mezzi di comunicazione. L’importanza di questo elemento fa si che tutti gli elementi componenti l’ ambiente debbano rivolgersi verso lo schermo, e che anche la conformazione dell’ingresso ne tenga conto: esso è scavato dentro al corridoio per permettere un ingresso diretto nella camera.